Nucleare, nuovi combustibili per ridurre i rifiuti

Il progetto FREDMANS di ENEA punta a rendere il nucleare più sostenibile: grazie a nuovi combustibili riciclabili, si ridurranno le scorie applicando il concetto di economia circolare anche in questo campo.

Autore: Redazione InnovationCity

ENEA sta mettendo a punto nell’ambito del progetto FREDMANS combustibili nucleari pronti per il riutilizzo, così da ridurre la quantità dei rifiuti da gestire e dare applicazione concreta ai principi dell’economia circolare anche in questo settore.

Si tratta di combustibili di ultima generazione, come i nitruri, in grado di migliorare sicurezza, sostenibilità e costi dell’energia nucleare; attualmente presso il Centro Ricerche ENEA di Bologna è in corso l’ideazione degli impianti di fabbricazione di questi combustibili, elemento cardine del funzionamento di un impianto nucleare, e nelle varie attività dieducation & trainingper formare le nuove generazioni di ricercatori europei.

“L’obiettivo più ampio è creare un contesto sinergico di ricerca teorica e sperimentale per reimmaginare l’attuale processo (fabbricazione, riprocessamento e rifabbricazione) e far sì che il combustibile venga già prodotto tramite tecniche e tecnologie avanzate, come la manifattura additiva e la stampa 3D, che possano poi facilitarne il recupero e la gestione”, spiega il responsabile del progetto per ENEA Francesco Lodi, ricercatore del Dipartimento Nucleare. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con la start-up svedese Blykalla - aggiunge - per definire il layout di un impianto per la fabbricazione industriale di nitruri sulla base di tecnologie e metodologie innovative” -

ENEA ha contribuito in modo significativo anche alla realizzazione di iniziative formative, come scuole dedicate e training sul campo, mettendo a disposizione la storica esperienza nella progettazione di reattori nucleari avanzati e nel combustibile.

I risultati del progetto FREDMANS, sia documentali che sperimentali, mirano a creare una filiera nucleare europea più efficiente nell’uso delle risorse, sia attraverso l’innovazione tecnologica sia mediante la formazione di nuove generazioni di ricercatori. “La sicurezza del nucleare del futuro – conclude Lodi - si basa su professionalità preparate che saranno sempre più consapevoli dell’importanza dell’integrazione della sostenibilità nel sistema nucleare”.


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